SESTO SAN GIOVANNI ( MI), IL PRETE VIETA AL NON VEDENTE DI INTRODURRE IL CANE IN CHIESA.

Fa discutere quanto avvenuto proprio alle porte di Milano, nel comune di Sesto San Giovanni ( MI) presso la Parrocchia di Santo Stefano.

Ormai è risaputo dai più che un non vedente non può vivere senza il suo amico a quattrozampe non soltanto perché compagno di vita, ma perché lo aiuta materialmente in molte delle faccende che devono essere svolte quotidianamente.


Accade che di Domenica, il non vedente si rechi in parrocchia per assistere alla celebrazione della S.Messa accompagnato dal suo fedele cane Pepe; un diritto ,quello di poter partecipare all’eucarestia, che non viene ormai negato a nessuno, figuriamoci ad una persona portatrice di disabilità. Il proprietario di Pepe, varca l’ingresso della Chiesa e si ferma , poiché , qualora Pepe dovesse disturbare, l’uscita sarebbe vicina; accompagnato da una signora che lo aiuta si mette in fila per ricevere la Santa Comunione, a quel punto Pepe, stretto dalla presenza di molte persone ,abbaia, il suo proprietario lo trattiene dal collare per evitare di arrecare ulteriore disturbo ai fedeli , ma ben presto la signora che lo sta aiutando gli comunica che il Parroco gli vuole parlare.


"Senti, il cane quà dentro non va per niente bene. Un conto se stesse tranquillo ma, se disturba la funzione non puoi portarlo dentro. Sai, gli anziani si spaventano. Devi lasciarlo fuori! Qualcuno ti accompagnerà dentro ma lui deve stare fuori".


Queste le parole del prete, al quale il non vedente risponde chiedendo se ci fosse altro che vorrebbe comunicargli e il prete avrebbe apostrofato il non vedente con le seguenti parole :


“Questo tuo atteggiamento non mi piace per niente”.

A quel punto il non vedente avrebbe intavolato una breve discussione sull’accoglienza cristiana e al termine avrebbe cercato una stretta di mano dal prete che però si sarebbe rifiutato .


Il Parroco intervistato si è giustificato dicendo che più volte il non vedente ha partecipato alla S. Messa con il cane e mai nessuno ha osato apostrofarlo in alcun modo, ma che il cane deve rimanere all’entrata della Chiesa poiché può disturbare gli anziani.

Ci chiediamo cosa mai potrà fare un cane guida ad una persona anziana soprattutto se tenuto al guinzaglio. Il non vedente parla di accoglienza cristiana ma viene anche alla mente quel recondito concetto di carità cristiana, la famosa “Pietas” che purtroppo in molti stanno dimenticando.

I cani sono creature dell’Universo, vivono con noi , a prescindere che la persona in questione sia disabile o meno. Sarebbe bene che la Chiesa allargasse il concetto di accoglienza, abbracciando anche chi vive con un cane, comprendendo il vero significato dell’amore di un uomo verso il proprio cane che non esclude in alcun modo l’amore verso il prossimo ma anzi, in alcuni casi lo rafforza.



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